Un turista davanti a un menù solo in italiano fa una di queste tre cose: ordina la pizza margherita che conosce, tempesta di domande il cameriere nel pieno del servizio, oppure inquadra i piatti con l'app di traduzione del telefono e legge che la "pasta alla gricia" è "pasta in the gricia way". In tutti e tre i casi il locale ci perde: scontrino più basso, servizio più lento, figuraccia evitabile.
Quali lingue servono davvero
L'inglese è il minimo sindacale e copre la maggior parte dei visitatori. Poi dipende da chi entra nel tuo locale: nelle città d'arte e sui laghi pesano tedesco e francese, sulle coste anche lo spagnolo, in certe zone il portoghese dei brasiliani o le lingue dell'Est. Non serve indovinare: chiedi alla sala quali nazionalità vede più spesso, o guarda le lingue delle recensioni che ricevi su Google.
Cosa tradurre e cosa no
- Traduci le descrizioni: ingredienti, cotture, il racconto del piatto. È qui che il turista decide.
- Lascia in italiano i nomi dei piatti tipici: carbonara, ossobuco, tiramisù sono il motivo per cui il turista è entrato. Nome italiano, spiegazione tradotta sotto.
- Traduci sempre gli allergeni: è il caso in cui un malinteso fa più danni.
- Attenzione ai falsi amici: peperoni in inglese non è "pepperoni" (che per un americano è il salame piccante), e i "secondi" tradotti come "seconds" non significano niente.
Il problema della carta
Il menù cartaceo multilingua ha due difetti strutturali: o stampi un menù separato per lingua, con costi e copie che girano per la sala, oppure affastelli quattro lingue sulla stessa pagina e il menù diventa illeggibile per tutti. E a ogni cambio di piatto, le ristampe si moltiplicano per il numero di lingue.
Come lo risolve il digitale
Con un menu con QR code il problema sparisce: il cliente inquadra lo stesso codice di tutti e sceglie la sua lingua, e il menù resta pulito. Con il piano MEDIO di Ordinami.it il menù è disponibile in 6 lingue: aggiorni il piatto una volta e le versioni tradotte restano allineate, senza fogli volanti né edizioni separate da tenere in ordine.
Il ritorno economico
Un cliente che capisce il menù ordina con più sicurezza: prende l'antipasto che non avrebbe rischiato, il vino consigliato invece della birra di default, il dolce dal nome ora comprensibile. E il cameriere, liberato dal ruolo di interprete, serve più tavoli meglio. Se lavori in una zona turistica, il menù multilingua non è un vezzo: è probabilmente l'investimento con il ritorno più rapido che puoi fare sul tuo menù.
Ultima avvertenza: la qualità della traduzione conta quanto la sua esistenza. Fai rileggere almeno la versione inglese a qualcuno che la lingua la parla davvero — dieci minuti di revisione evitano gli svarioni che finiscono fotografati sui social, con il nome del locale bene in vista.